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ETNICA PANZA.

A pranzo si mangia vicino all'ufficio.
E poi una sera a settimana si va a cena da papà.
E una o due sere vuoi non andare a trovare mamma, che è pure sulla strada dall'ufficio a casa?
E un paio di serate a cena fuori con gli amici, o magari dagli amici, non ce le metti?
Insomma, a mangiare a casa non ci sono mai.
E quindi faccio la spesa una volta al mese, compro 3 pomodori, e 2 rimangono in frigo un mese prima di essere buttati via.

Se poi una sera per caso capita di dover far cena a casa, c'è il cinese a un isolato. Riso cantonese e vitello con patate a meno di 5 euri, pancia piena, portafoglio pure, moglie pure, botte no, botte ubriaca.
E quando mi sposterò - prossima estate - andrò a vivere sopra a un ristorante indiano.
Riflessioni di fondamentale importanza:
1) Spero abbia il take away.
2) Non mi dicano che non c'è integrazione in città.
3) Apprezzo entrambe le cucine, ma il ristorante indiano mi dà quel nonsoché di sicurezza in più.
4) E' troppo tempo che non preparo la mia mitica torta di mandorle. Devo rimediare.
5) In ogni caso il Partito Democratico non si occupa di queste cose, e per questo non ho votato alle primarie.

Pubblicato il 17/10/2007 alle 17.34 nella rubrica cosa succede in città.

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